novembre 2, 2017

Cenni su…

 

L’arancicoltura siciliana, tra origini storiche e attuali

Emblema del sole e della luce della nostra terra, le arance, tra leggenda e poesia, sono diventate il frutto-simbolo della nostra bella Sicilia.

Originariamente l’arancia, la cui etimologia deriva dal latino “agrumen”, che significa dal sapore agro, viene introdotto nel Mediterraneo intorno al X sec. circa da parte degli arabi e dai crociati, usato solo per scopi religiosi e ornamentali (per questo motivo ancora oggi gli agrumeti vengono chiamati orgogliosamente da noi siciliani “giardini”), Solo alcuni secoli dopo, quando iniziarono le grandi scoperte, furono i Genovesi e i Portoghesi, popoli di navigatori, che diffusero l’arancia dolce in Europa e quindi anche in gran parte della Sicilia (da qui la denominazione dell’arancia in “portugal”, riferendosi proprio alla regione da cui ebbe origine la diffusione europea). L’arancia rossa poi, sembra sia giunta in Sicilia in tempi relativamente recenti e dopo un lungo viaggio iniziato probabilmente in territorio cinese, dove si è differenziato quel primordiale nucleo genetico dal quale sono derivati gli attuali agrumi dalla polpa rossa, e che hanno trovato il loro habitat naturale proprio all’interno del territorio catanese e ancor più nello specifico in quello paternese.

Tutto il territorio di Paternò è particolarmente vocato alla produzione di arance rosse di qualità in quanto il terreno, e soprattutto le particolari condizioni climatiche ( forti escursioni termiche fra giorno e notte ) consentono l’idoneo sviluppo di particolari pigmenti che determinano la tipica colorazione rossa della buccia e della polpa dei frutti. Qui, la coltura si diffuse inizialmente nella zona a nord del centro abitato dove, ancora oggi, si riscontrano i ” giardini ” più vecchi con le varietà di arance a polpa rossa ” Sanguinello ” e ” Moro “. In seguito, dopo gli anni ’50, la coltivazione si estese anche nelle zone pianeggianti dove, in seguito all’ampliamento delle superfici irrigate e all’avvento della meccanizzazione, è stato possibile realizzare aziende strutturalmente moderne. In tali zone l’arancia a polpa rossa più coltivata è rappresentata dalla cultivar “Tarocco” e dai suoi numerosi cloni.

Tanto per dare qualche curiosità storiografica, la vegetazione del territorio di Paternò, con i suoi meravigliosi frutti, è stata apprezzata anche dai viaggiatori che hanno visitato nei grand tour la Sicilia. August Schneegans, alla fine del XIX secolo scrive:

“Al piè dell’Etna il paesaggio ad un tratto si cambia, cominciando di qui il grande giardino di aranci e limoni che si stende fino al nord – ovest della Sicilia; fonti inesauribili di ricchezza per questo paese e per questo popolo. Come un fitto bosco, questi alberi preziosi sono piantati l’uno accanto all’altro, e nell’autunno i loro frutti risplendono, simili a tante stelle, per entro il fogliame verde e cupo, e un odore inebriante emana dai fiori e dai frutti”.

 

L’oro rosso di sicilia

I frutti a “polpa rossa” sono una peculiarità della Sicilia Orientale tra il territorio di Catania, Enna e Siracusa. Tre le varietà di arance rosse che hanno ottenuto dall’Unione Europea la certificazione I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta): il Sanguinello, il Moro e il Tarocco. Quest’ultima varietà in particolare, raggiunge l’80% dell’intera produzione agrumicola di riferimento sia grazie alle sue caratteristiche commerciali (grosso calibro, buccia di colore giallo-arancione arrossato su oltre la metà della superficie ecc) che all’ elevato contenuto di vitamina C (fino a 90 mg/100 ml di succo). Ciò consente al nostro territorio di Paternò di essere tra i maggiori produttori di questa varietà sia a livello quantitativo che qualitativo grazie alla particolare vocazione e fertilità del proprio territorio. Le nostre arance sono ricche anche di vitamine A, B1, B2 e numerosi sali minerali che le rendono particolarmente adatte a prevenire numerose malattie cardiovascolari, (non a caso le arance a polpa rossa sono protagoniste ogni anno in tutte le piazze d’Italia insieme all’A.I.R.C.,associazione italiana per la ricerca sul cancro, promuovendo la campagna “Arance della salute”). Ma ciò che le contraddistingue maggiormente dalle comuni arance bionde, rendendole un caso unico tra gli agrumi, è il possesso di un elevato contenuto di antocianine, potenti sostanze antiossidanti contro i radicali liberi e responsabili dello straordinario colore rosso di questi frutti. Esse si sviluppano solo in determinate condizioni ambientali. Hanno bisogno di giorni caldi e notti fredde, queste ultime necessarie soprattutto durante la fase della maturazione. In assenza di queste condizioni climatiche, i frutti non riescono a produrre una quantità sufficiente di antocianine e finiscono per somigliare molto alle comuni varietà di arance bionde. Proprio il clima tipico dell’area del monte Etna è quello ideale per il loro corretto sviluppo e pone quindi il nostro territorio, e in particolare la piana di Catania, come unico produttore di Arance rosse aventi queste caratteristiche salutari.

L’arancia rossa trova largo impiego in cucina ma noi preferiamo consumarle sia a tavola semplicemente “spicchiandole” e gustandole insieme alla loro leggera polpa, che sotto forma di spremuta grazie alla loro alta resa succosa da cui si può maggiormente gustare il leggero contrasto dolce-acidulo del frutto che lo rende meraviglioso al palato.

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